La ASD Judo Club Sakura Piacenza è stata fondata nel 1960 dal maestro Costante Gamba, accompagnato da un gruppo di Piacentini appassionati della disciplina. Pochi cambiamenti hanno contraddistinto la sua storia, fino all'ingresso del maestro Vincenzo Penna nel 1988. Il Sakura ha sempre avuto, indipendentemente dal Comitato Paralimpico, una particolare attenzione verso l'attività sportiva dei disabili, iniziando negli anni '70 con i non vedenti.
La sede del Sakura si trova nella Palestra Comunale Lomazzo di Via Giordani ed è frequentata da numerosissimi appassionati e dilettanti, ma ha ottenuto anche svariati successi in campo agonistico, vincendo due campionati italiani femminili e diversi campionati regionali. Conta circa venti agonisti suddivisi tra esordienti, cadetti e junior, sia maschili che femminili, oltre a più di dieci cinture nere dal 1° al 5° dan.
Ha ottenuto il 2° Premio C.O.N.I. nel 1964, la Targa d'Argento C.O.N.I. nel 1967 e il Premio Polidoro nel 2003. La palestra è frequentata, oltre che dai normodotati, da molti giovani disabili accolti cordialmente come tutti gli altri iscritti alla società, ma sempre seguiti dal Maestro Penna, che si assicura che possano dare il meglio e allenarsi al pari di tutti gli atleti.
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In Giappone è un simbolo molto importante, perché rappresenta tre principi fondamentali: Yamato-damashi (大和魂), l'anima dei Giappone, Wabi-Sabi (侘寂), la transitorietà della vita, e Bushido (武士道), il codice d'onore del samurai.
Oggi assunto a simbolo di tutte le arti marziali, venne adottato dai samurai quale emblema di appartenenza alla propria classe. Nell'iconografia classica del guerriero, infatti, il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: esso, durante la fioritura, mostra uno spettacolo incantevole nel quale il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura, ma era sufficiente un improvviso temporale perché tutti i fiori cadessero a terra, proprio come il samurai sarebbe potuto cadere per un colpo di spada infertogli dal nemico. Il guerriero, per cui la morte in battaglia non era un fatto negativo ma l'unico modo onorevole di andarsene, rifletteva nel fiore di ciliegio questa filosofia.
Un antico verso ancora oggi ricordato è "Hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士) che tradotto significa "Tra i fiori [il migliore è] il ciliegio, tra gli uomini [il migliore è] il guerriero".
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